Il potere della mente

E’ molto interessante leggere gli studi sulle  scoperte fatte durante l’uso dei placebo. Come è noto queste sperimentazioni si svolgono con diversi gruppi di pazienti ai quali vengono somministrati farmaci e/o placebo in combinazioni diverse. Leggendo vari articoli pubblicati di recente  (L’Internazionale  “La Medicina del Futuro”, Brain Science Podcast), ciò che maggiormente mi ha colpito sono stati i risultati ottenuti durante l’osservazione di 2 gruppi di pazienti, entrambi con sintomi uguali: il primo gruppo trattato con il placebo mostrava chiari miglioramenti ed il secondo, trattato con il farmaco di interesse non reagiva affatto nel modo desiderato. Continuando nelle osservazioni dei pazienti, sono risultati aspetti molto importanti i condizionamenti ed i fattori cognitivi come le aspettative e il desiderio del benessere. In concomitanza con la cura, anche le parole negative o incoraggianti espresse dal medico sembrerebbero determinanti  come anche il colore o la forma del placebo che, per associazione di idee, richiamerebbero, determinate prospettiva di guarigione nel paziente.

Quale è dunque il potere in grado di influenzare l’esito della terapia se un sintomo sparisce assumendo un farmaco non attivo? Possiamo dire che l’efficacia del farmaco dipende dall’azione mentale? Sicuramente non possiamo generalizzare e personalmente non ho le competenze per fare delle affermazioni mediche, ma stando così le cose, sembrerebbe che il rituale sopra descritto sia in diretto collegamento con l’effetto del farmaco.

Questi studi evidenziano come le facoltà mentali esercitino un potere superiore ai farmaci  perché agiscono in modo autosufficiente, avulso da ciò che viene somministrato al corpo. E se la mente  è così potente  da far credere al corpo che un non farmaco agisce a fin di bene, possiamo dire che il corpo è assoggettato alla mente e che non ha intelligenza? Ed è quindi incapace di agire in autonomia e di sviluppare una malattia? Ma se la mente ha la facoltà di guarire come nasce il malessere? Forse il nostro corpo non fa altro che rispondere a degli stimoli ed è quindi fondamentale che questi stimoli siano positivi, efficaci, benefici, vigorosi e sani.

Nel libro Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, la scrittrice Mary Baker Eddy spesso insiste sull’importanza dei pensieri che intratteniamo e come questi possono influenzare l’andamento del nostro benessere che non è esclusivamente l’assenza di malattia, ma un’armonia completa dello spirito che si riflette positivamente su tutta la nostra vita. I buoni pensieri sono il cibo migliore per la nostra mente che ha tutte le facoltà che servono. Un organismo così perfetto, un meccanismo esemplare impossibile da ricreare.

Non è mia intenzione screditare la medicina, ma va detto che molte case farmaceutiche sono molto interessate a questi effetti, per modificare e tarare l’efficacia dei loro farmaci, cosa che dimostra ulteriormente il grande controllo esercitato dalla mente.

Credo si sappia ancora troppo poco di tutto ciò che la mente può fare e delle incredibili doti che possiede. Le possibilità che ha nel controllare situazioni e determinare gli eventi della nostra vita sarebbero infinite soprattutto se smettessimo di assoggettarla costantemente alla materia.

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