Le nuove malattie

Quante sono le malattie che conosciamo? Basta sfogliare l’enciclopedia medica per rendersi conto del numero elevato di mali e disturbi di cui non conosciamo neanche il nome. Come se non bastasse ogni anno il Servizio Sanitario Nazionale ci mette in guardia sull’ultimo tipo di influenza in arrivo e le riviste sul benessere ci relazionano su nuove sintomatologie tenute sotto osservazione.  La MPI (Mass Psychogenic Illness), malattia psicogena di massa è proprio una di queste. Viene dagli Stati Uniti, New York, dove nel giro di poco tempo sembra essere diventata l’ultima moda fra le teenagers.  Il fenomeno viene descritto nel Blog sulla salute del Wall Street Journal come un malanno misterioso che si manifesta con spasmi e contrazioni muscolari incontrollati o tic verbali, simili  a quelli causati dalla sindrome di Tourette, ma senza cause organiche apparenti.

A nominare questa disfunzione come MPI, è stato il neurologo Laszlo Mechtler, Presidente dell’Istituto Neurologico di Dent (NY), il quale dopo aver tenuto sotto osservazione 11 ragazze affette dalla sindrome in oggetto, l’ha definita di natura psicologica contagiosa, piuttosto che derivante da cause organiche implicite. Tutte le ragazze, infatti, presentavano sintomi fisici reali, ma non riconducibili a cause scatenanti come l’ambiente scolastico, domestico o quello familiare. L’unico elemento in comune sarebbe la frequentazione da parte delle ragazze dello stesso gruppo.

A questo proposito Mechtler afferma: “Quando lo stress o l’ansia si trasformano in sintomi fisici, come tic o perdita di alcune funzioni basilari, ci troviamo di fronte a ciò che in medicina si definisce ‘disturbo di conversione’ in quanto il paziente tende a convertire il conflitto psicologico in un’affezione fisica, ma quando questo avviene a più persone nello stesso momento, possiamo parlare di MPI. Queste isterie contagiose, prosegue Mechtler, sono molto frequenti in situazioni di pericolo imminente, come tossicità o virus che annunciati dai media dilagano malesseri in concentrazioni di persone come fabbriche o scuole.

Il meccanismo per il quale stress o ansia si trasformino in questi sintomi e come si diffondano in un gruppo di persone non è ancora chiaro, conclude Mechtler. Dagli studi portati a termine sembrerebbe comunque che le donne siano più predisposte alla MPI che non gli uomini, benché sia sotto osservazione anche qualche caso in pazienti maschi.

Il fenomeno americano dell’MPI è uno dei tanti esempi dell’influenza che i nostri pensieri esercitano sul nostro stato di salute. Essendo l’MPI di natura mentale, privo di cause fisiche reali, quali e quante potrebbero essere le altre malattie di natura fobica? Se il contagio mentale è così influente, potrebbe verificarsi il contrario in senso positivo? Un gruppo di persone potrebbe essere convinto del suo stato di benessere e salute e viverlo come risultato di questo pensiero? Riguardo l’ultima domanda, ecco un estratto contenuto nello studio effettuato dalla staff della Clinica Mayo in Arizona: “La nostra risposta al quesito ‘Il tuo bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?’ rivela la percezione che abbiamo della nostra vita, l’attitudine verso noi stessi,ed  il nostro modo di essere che se se negativo o positivo innegbilmente influenza il nostro benessere.”

Alla fine del 19esimo secolo l’autrice del libro “Scienza e Salute con Chiave delle Scritture”, a riguardo dell’influenza dei pensieri sulla salute scriveva: “Un nuovo nome dato ad una malattia provoca sulla gente lo stesso effetto di un nome parigino dato ad un nuovo modello di abbigliamento. Tutti si affrettano ad acquistarlo. Una malattia descritta minuziosamente costa a molti uomini il benessere dei loro giorni terreni”.

Quindi, l’MPI non dovrebbe destare ulteriori preoccupazioni, a patto che non ci si pensi troppo.

 

 

 

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