Impariamo la felicità

“Don’t worry, be happy” non é solo il motivetto della celebre canzone di Bobby McFerrin, ma un vera dichiarazione di guerra contro tutto ciò che ci affligge durante la giornata. I benefici della gioia e della risata sono ormai noti al punto che alcune associazioni hanno istituito palestre della felicità nelle quali si possono frequentare corsi per praticare lo yoga della risata ed imparare la gioia e la spensieratezza. Questo, purtroppo, non significa assolutamente che ridere fa sparire le nostre preoccupazioni, ma ci può aiutare ad affrontare il quotidiano con più serenità. Fin da piccoli ci insegnano ciò che é sbagliato e tutto quello che non dobbiamo fare, ma mai nessuno ci ha insegnato a prenderci meno sul serio e ridere di noi stessi. E allora ecco le 5 mosse per tenere testa al malumore:

1) la felicità può essere misurata

Nell’ultimo decennio gli studi condotti da eminenti psicologi hanno dimostrato di poter misurare lo stato d’animo dei pazienti. In questo modo la gioia e la serenità sono diventati campi di ricerca scientifici. Anche noi possiamo misurare il grado giornaliero della nostra felicità. Anche se non è facile tenere il conto di quante risate facciamo durante il giorno, possiamo aumentarne il beneficio rimanendo nella percezione positiva che queste procurano.

2) la felicità richiede alcuni requisiti

Secondo recenti statistiche i requisiti più richiesti per essere felici si baserebbero su rapporti umani duraturi, una società civile nella quale vivere ed una vita interiore ricca.

Quest’ultimo requisito, tanto trascurato in questa società che sembra essere solo materiale, sembrerebbe essere di grande efficacia e sempre più coltivato.

3) la felicità non vuol dire avere tutto

Spesso le persone confondono la felicità con il successo. In preda all’ansia, molti di noi credono che con più soldi, maggiore intelligenza e prestigio o potrebbero più felici. Ma gli psicologi moderni hanno appurato che la felicità ha più a che fare con l’essere soddisfatti di ciò che si ha al momento, guardando alla propria soddisfazione non come un limite, ma come un traguardo raggiunto.

4) la felicità è un talento

I più grandi filosofi e leaders spirituali hanno dichiarato che la felicità si può imparare, cercando lo scopo della nostra vita, condividendo ciò che abbiamo e che siamo, imparando la gratitudine e la gentilezza e scoprendo ciò che dà alla nostra vita un significato più profondo.

5) la felicità fa parte dell’universo

Anche se il termine felicità non sembra molto adatto per descrivere la forza che muove il mondo, sempre più filosofi e pensatori, sostengono l’esistenza di un’entità che spinge tutti gli esseri viventi verso più grandi possibilità, gioia e soddisfazione. In altre parole ognuno di noi è naturalmente attratto dalla felicità

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