Giornata mondiale dell’Alzheimer

alzheimer3Il 21 settembre molte città d’Italia hanno celebrato la 20esima giornata per l’Alzheimer con molti eventi e manifestazioni, presentando nuovi dati, progetti e le ultime terapie per migliorare la scarsa informazione sensibilizzando l’opinione pubblica. Prendersi cura di un malato di Alzheimer è come stare accanto a una persona che vive in un altro mondo, molto lontano dove non lo puoi raggiungere. La scienza per ora non ha trovato nessun rimedio sufficientemente valido, ma nonostante la gravità della situazione questo interesse mondiale denota la volontà di cambiare le cose. Il titolo della pubblicazione “Dimentica la disabilità e guarda alla persona”, curata da una delle tante Onlus del settore o il leitmotiv dell’anno passato “Alzheimer: viverlo insieme” lanciano un messaggio positivo che si concentra sull’indistruttibile unione con il nostro malato, sull’amore ed il rispetto condiviso per anni che vanno al di là della perdita di coscienza. Continua a leggere

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Il paziente del futuro

Internet ha cambiato il modo di comunicare in tutti i campi della nostra vita e non solo, ha costretto il commercio ad adattarsi velocemente a questo nuovo modo di informare per rimanere al passo con i tempi. Anche la medicina, da sempre considerata un punto di riferimento inattaccabile, ha dovuto operare dei forti cambiamenti per difendere la propria fetta di mercato. Il paziente d’oggi non è più un ascoltatore passivo, è più informato e va dal suo medico con le idee chiare su cosa chiedere. Desidera instaurare una conversazione con un esperto di cui si fida e con il quale è pronto ad elaborare la soluzione migliore volta per volta. Continua a leggere

Cambiare per guarire – guarire per cambiare

Cambiare non è sempre facile perché troppo spesso è più sicuro vivere in uno stato di cose conosciuto piuttosto che rischiare un cambiamento. Siamo incatenati negli schemi di ciò che ci sembra necessario, ma che il più delle volte non lo è affatto. In noi ci sono dei comportamenti così radicati da indossarli ogni giorno come se fossero abiti senza accorgerci di quanto questi siano condizionanti e dei limiti. Ciò che spesso siamo costretti a vedere intorno a noi sicuramente non ci aiuta e ormai abbiamo fatto l’abitudine al dolore, al male e alla malattia. Continua a leggere