Guarire con la mente

Miti e Riti

Guarire con la mente

Posted by AlfredoSaitto on Jan 22, 2012

Non c’è rovescio senza dritto, ogni moneta ha due facce, ogni contro ha sempre un pro. Nel caso della crisi economica che sta colpendo un po’ tutto il mondo, Italia compresa, il fatto negativo del crollo del sistema finanziario è ampiamente bilanciato da una riscoperta di valori come salute, benessere, tempo libero, cura di se stessi, del proprio corpo e del proprio spirito.

Secondo una teoria cosmologica l’universo è in continua espansione, il fenomeno della crescita è anche tanto importante nell’uomo, fin dalla nascita siamo bombardati da vari stimoli che ci obbligano a crescere: nel corpo, nelle capacità psichiche e spirituali. La nostra crescita fisica è stimolata dagli ormoni del nostro sistema ghiandolare, la crescita psicologica ha bisogno di altri stimoli, determinati da situazioni ambientali e da rapporti sociali, la crescita spirituale ha le sue stimolazioni, anche se meno decisive, perché più interne e più complesse; un esempio può essere l’esigenza d’affetto, di autoaffermazione, di buone relazioni con le forze superiori. Questi stimoli non ci lasciano mai fermi, mai appagati, ci spingono verso qualche cosa di sempre più alto e più profondo. Uno degli stimoli più forti è senza dubbio la malattia, l’organismo malato posto in una situazione d’emergenza, è stimolato a potenziare tutte le sue facoltà, per combattere la causa che ha provocato lo squilibrio. Ma è soprattutto lo spirito che la malattia deve stimolare.

La malattia è il segnale di un’attuale o incipiente e progressiva disarmonia. Un modo per guarire è ritrovare la “via” che ci consente di superare il dualismo implicito nella natura apparente degli esseri e delle cose. Riuscire, cioè, a percepirne l’essenza unica.

Il nuovo millennio si è aperto con il tema del benessere (fisico e mentale) in primo piano. Per questo il “dibattito” sulle possibili soluzioni trova spazio quasi ovunque: filosofia, religione, medicina, stile di vita, spiritualità, cultura sociale, cronaca, ecologia… affrontano il tema dai più svariati punti di vista. Ecco quindi che il cibo è strettamente connesso con le calorie, le scelte sociali e politiche con lo status delle popolazioni, la salvezza del pianeta con qualità della vita, la felicità con un fisico in forma, la tempra dell’anima con la disponibilità verso l’altro, la cura della malattia con lo condizione mentale… e la lista potrebbe continuare all’infinito.

Il tema è vasto e la bibliografia monumentale. Provare ad identificare la migliore pratica diventa un esercizio complicato e pieno di distinguo, posizioni, punti di vista, case history, credi radicati e, per questo, cercheremo di riportare quello che ci ha particolarmente colpito in una sorta di volo radente a largo raggio, senza nessuna pretesa né di classificare, né di escludere quello che non avremo modo di citare.

Abbiamo notato che è particolarmente condiviso questo concetto: per guarigione spirituale (spiritual healing) si intende la possibilità di risanare (guarire), di superare gli handicap temporanei fisici o psichici, entrando in sintonia con la Verità.

Per ognuno di noi un percorso interiore

Perché parlare di benessere e di una via di guarigione? Naturalmente perché ciascuno di noi è nato, prima di tutto e soprattutto, per essere felice, per dare e ricevere gioia. Il benessere e l’essere felice, sono sicuramente un diritto ma anche un dovere per ciascun essere umano.

Certo è che il vero benessere è globale.

Quando si tira in ballo il vero benessere, parliamo, pertanto, di un benessere che coinvolge contemporaneamente la sfera fisica, psichica e sociale di ciascuno di noi. Parliamo di gioia, o, se volete, di felicità. La via della guarigione, se è veramente tale, deve essere un percorso che porta al benessere globale, quindi, alla gioia ed alla felicità.

Si evince che ciascuno di noi ha il dovere di apprendere i segreti e di impegnarsi a conoscere ed a sviluppare le capacità che portano a dare ed a ricevere gioia.

Non dimentichiamo, che la pratica meditativa è forse il metodo più idoneo, assieme alla preghiera, per entrare in sintonia con la dimensione della ricettività umile, con il mistero dell’esistenza. Essa, la meditazione, rimane comunque il compimento indispensabile di qualunque speculazione teorica.

Sulla meditazione si basano: lo Joga, gli Osho Chakra e Mandala, la Scienza Cristiana, il Qi Gong Taoista, i Vipassana e Zen Buddhisti ed infinite pratiche New Age e sciamaniche.

Quando cerchiamo di crescere spiritualmente, tentando di diventare canali per la guarigione, entriamo su un suolo sacro. Poiché veniamo a contatto con la Prima Causa, Dio, quando eleviamo la nostra coscienza e cerchiamo di elevare le vibrazioni in un’altra persona per facilitare la guarigione. Questo è ciò che la ricreazione, la rigenerazione stanno a significare.

Se la mattina non ci alziamo con entusiasmo, pronti ad accogliere con gioia il nuovo giorno, se la sera non andiamo a letto stanchi, sazi e soddisfatti della giornata, se non illuminiamo il nostro cammino ed il cammino di chi ci sta accanto, se non siamo felici e, soprattutto, gioiosi di vivere, pur con tutte le difficoltà che la vita ci riserva, allora abbiamo bisogno di guarire ed abbiamo, soprattutto, bisogno di investire su di noi e di impegnarci a percorrere la via della guarigione. Se non si è in uno stato di gioia e se non si riesce a diffondere benessere, vuol dire che si ha bisogno di un percorso per guarire.

Provando a semplificare quello che, certo, non è semplice, vogliamo segnalare una pratica di meditazione “facile”, o, almeno, la più naturale possibile che ci ha molto colpito.

Secondo i saggi toltechi dell’antico Messico, “imparare a camminare è imparare a vivere”. I principi filosofico-spirituali di questa antica tradizione sciamanica vengono applicati alla nostra azione più naturale, il camminare, facendone un valido strumento per ottenere un duraturo benessere psicofisico. Alcuni studiosi hanno identificato ben 45 semplici esercizi di “meditazione in movimento” che consentono di imparare a camminare in modo da sviluppare l’attenzione, espandere la coscienza, acquietare la mente, aumentare il benessere, rafforzare lo spirito di gruppo, vincere la solitudine, ritrovare armonia ed equilibrio e favorire la visione notturna.

Usando lo stesso parametro verrebbe da chiedersi quali sono altre facili “ginnastiche” che si possono mettere in pratica per aumentare il nostro benessere; la medicina tradizionale è sempre prodiga di consigli su quotidiani, riviste e blog e la medicina alternativa si sta dando molto da fare per dare altrettanti suggerimenti naturali. Fra questi, le diverse tecniche respiratorie e meditative sembrano essere le più diffuse e praticate perché semplici ed efficaci (a breve termine).

In conclusione, ribadiamo che la malattia od il benessere fisico, psichico e sociale non sono eventi fortuiti, ma hanno sempre delle cause e sono sempre la conseguenza di scelte nostre o di qualcun altro. Allo stesso tempo, ogni individuo ha il diritto alla salute ed alla gioia, ma ha anche il dovere corrispondente di impegnarsi per imparare cosa deve fare per raggiungere questo obiettivo.

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