Nuove prospettive per la salute

imageInternet ha cambiato le nostre abitudini e i nostri comportamenti in molti campi della nostra vita, influenzando in maniera determinante le nostre decisioni. L’enorme quantità di informazioni alla quale è possibile accedere da tutte le parti del mondo e in qualsiasi momento ha fatto di Internet la primaria fonte di informazione. Un recente studio condotto in Italia, ha dimostrato l’influenza che la rete ha sulla nostra salute e sul benessere fisico, riportando che l’80% dei pazienti usano Internet da oltre un anno e che il 75% ricerca i sintomi delle proprie malattie in rete prima di andare dal medico. L’era digitale ha aperto la vista su un panorama in costante cambiamento, con questa ricchezza di dati può offrire la possibilità a chi la consulta di essere sempre informato e di poter scegliere persino per la propria salute.
Il paziente d’oggi non è più un ascoltatore passivo, sta assumendo un ruolo di attento valutatore che mette a confronto cure e terapie offerte sia dalla medicina tradizionale che quella alternativa. Negli ultimi 20 anni un numero sempre maggiore di pazienti ha cominciato a fare uso della medicina complementare e sebbene per questa non sia previsto nessun rimborso da parte dello Stato, assumendola molti utenti si sono dichiarati più soddisfatti e al riparo dagli effetti collaterali provocati dal farmaco tradizionale
Anche in Italia la medicina complementare e integrata sta diventando un’importante realtà e in alcune regioni usata negli ambulatori e ospedali. Secondo molti esperti la medicina alternativa ha molti limiti e la sua efficacia viene spesso assimilata all’effetto placebo, come razione positiva dell’organismo ad una terapia derivata non dall’efficacia del principio chimico impiegato, bensì dalle aspettative che il paziente ripone nella terapia.Spirito Credere nella terapia e avere fiducia nella propria guarigione stimola le reazioni positive dell’organismo che possono portare ad un miglioramento se non alla guarigione. Molte ricerche sull’effetto placebo sono state condotte dal professor Maurizio Benedetti responsabile del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino che dimostrano come i nostri pensieri e comportamenti possono cambiare e invertire lo sviluppo di alcune malattie mettendo in primo piano la coscienza e l’importanza del suo ruolo. Studi, ricerche e articoli che attestano una connessione dinamica fra coscienza e malattia sono sempre più frequenti. Alcuni di questi hanno individuato nella meditazione, nella preghiera e in altre terapie olistiche validi metodi idonei ad impegnare la mente in una vera e propria terapia spirituale, capace di migliorare lo stato di salute. Una percezione della vita più spirituale può essere imparata e richiamata alla mente in qualsiasi momento attraverso un esercizio regolare, promovendo una vita fisica più sana, serena e soddisfacente.
“Usare la spiritualità negli studi da noi effettuati ha dato ottimi risultati sullo stato d’animo dei pazienti in terapia, immaginiamoci cosa potrebbe fare se praticata su base regolare anche da chi non è malato” sono le parole della dottoressa Marina Risi, Vicepresidente della SIPNEI, (Società Italiana di Psico Neuro Endocrino Immunologia), pronunciate durante l’ultimo convegno della SICP (Società Italiana Cure Palliative).
Con una maggiore apertura nei confronti delle terapie alternative e una comprensione più approfondita dell’importanza della coscienza nella salute, la spiritualità sembra essere un potente farmaco per la salute e le sue nuove prospettive.

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